lunedì 24 marzo 2014

Il Ricordo di Sé di R. E. Burton

Questo libro parla di come mettere in pratica uno dei precetti della Quarta Via, il Ricordo di Sé. Ma che cos'è la Quarta Via e cosa significa Ricordo di Sé? L'autore di questo libro è stato allievo di Ouspensky, che a sua volta è stato il più famoso allievo di Gurdjieff. Gurdjieff stesso ha coniato il termine Quarta Via intendendo una via di risveglio che non necessita l'allontanamento dal mondo quotidiano e reale che invece le altre tre vie richiedono, cioè la via del fachiro, del monaco e dello yogi. Ecco che la Quarta Via è un percorso che tutti possono intraprendere e mettere in pratica se non altro per avere come risultato una acquisizione sempre più importante di consapevolezza.
Dai tempi di Gurdjieff di acqua sotto i ponti ne è passata e infatti sono in molti a dire che l'insegnamento letterale di questo geniale maestro non sia più molto valido al giorno d'oggi. Infatti dopo di lui Ouspensky, il suo maggior allievo, ha contribuito a mettere in chiaro molte cose ed ha lasciato un bel po' di libri da studiare e leggere. Burton, allievo a sua volta di Ouspensky, si concentra su una parte importantissima di tutto l'insegnamento basato sulla Quarta Via, ovvero la tecnica del Ricordo di Sé. In che cosa consiste tale tecnica? E' una cosa talmente semplice che da tanto semplice che è non è per nulla facile, anzi è molto difficile da applicare. Consiste nel ricordarsi di sé stessi sempre ed ovunque. Molti diranno: “ma io mi ricordo sempre di me”, e questo è l'inganno. A noi sembra che nella nostra vita quotidiana, qualsiasi cosa facciamo, ci ricordiamo di noi stessi ma in realtà questo non è vero. Nel momento che ti chiedo di ricordarti di te stesso lo fai, e ti ricordi di te, e acquisisci coscienza di esistere, sei qui e ora, ma dopo qualche secondo non ti ricordi più di te stesso e ritorni a “dormire”, la tua mente prende possesso della tua consapevolezza e comincia a turbinare come è abituata a fare, pensando a tutto e di più, dalle incombenze ai progetti che abbiamo, per finire (purtroppo) a pensare alle più insulse stupidaggini farcite di pensieri negativi su sé stessi e gli altri. Quei pochi secondi di consapevolezza non hanno avuto un grande impatto su di te, per cui non puoi ricordartene come un'esperienza bellissima da ripetere, devi per forza prolungare quello stato per rendertene veramente conto. Questo è il grande inganno della nostra mente. Nel momento che il ricordo di sé diventa un'abitudine fatta di iniziali sforzi, ad un certo punto, dopo settimane, mesi, anni o vite intere, dipende dall'individuo, si entra nello stato di “Risveglio”, si percepisce la realtà come in effetti è, e non come viene filtrata dalla nostra mente. Questo lavoro però è difficile e necessita di molta disciplina.
Nel libro vengono usati molti termini che per un lettore nuovo alla Quarta Via risultano abbastanza singolari. Un glossario a fine libro però chiarisce molto bene i concetti delle parole e dei termini “pittoreschi” usati come per esempio “influenza C”, “Re di cuori” ecc., lascio all'eventuale lettore la sorpresa di scoprirli. Non è necessario quindi essere un conoscitore di questa disciplina per poter leggere il libro che però risulta non molto semplice in alcune parti. La particolarità è che anche qui troviamo una tecnica che ci fa acquisire consapevolezza imparando a dividere la nostra attenzione in due parti, una parte focalizzata sul ricordare noi stessi e l'altra parte focalizzata su qualsiasi cosa stiamo compiendo nella vita di tutti i giorni. Viene infatti anche chiamata “Attenzione divisa”.
Il succo rimane sempre quello di far tacere in qualche maniera il continuo dialogo interno della propria mente, questo è il segreto in tutte le scuole e discipline per divenire, per così dire, consapevoli del mondo reale travalicando l'illusione del mondo virtuale, matrix, maya o come vogliamo chiamare l'illusione che percepiamo.
Nei vari capitoli troviamo delle spiegazioni sui vari aspetti della vita quotidiana, dal dolore all'importanza della scuola al progresso di chi intraprende il percorso del ricordo di sé. Un libro fondamentale per chi desidera intraprendere la Quarta Via, assieme ad altre opere di Gurdjieff, Ouspensky (da leggere possibilmente prima) e autori minori quali De Ropp, Peters, Bennet. Libro non per tutti.
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1 commento:

  1. Robert Earl Burton was not a pupil of Ouspensky. His "teacher" was Alex Horn, and Burton was in Horn's group for 18 months, or less.

    Horn attempted to study with Bennett, but was not accepted in Bennett's teaching. He did, however, marry a young student of Bennett, Anne Burridge.

    Burton is not a part of the recognized Gurdjieff-Ouspensky lineage, and his teaching is considered illegitimate.

    For more information, google: "Robert Earl Burton and The Fellowship of Friends"

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